Sai distinguere un contenuto utile da un testo scritto soltanto per riempire una pagina? Come informarsi nell’era della disinformazione.

imparare a informarsi nel modo giusto

L’era della disinformazione

Viviamo nell’era della disinformazione. Forse te ne eri già accorto, o forse credi che questa sia un’affermazione illogica pensando alla straordinaria mole di fonti e canali mediatici che la nostra epoca ci offre. Eppure è cosi. E non mi riferisco soltanto alla diffusione incontrollata di teorie complottistiche che avanzano al galoppo sui social media. Parlo dell’incredibile quantità di notizie superficiali, notizie false, notizie inutili e notizie distorte che popolano il web travestite da informazioni.

Internet offre qualsiasi cosa, non c’è praticamente nulla che tu non possa imparare a fare o conoscere semplicemente grazie a un po’ di ricerche su google. Il rovescio della medaglia è che tra tanti articoli che possono aiutarti ce ne sono moltissimi che possono aiutare soltanto l’editore.

Già, perché la maggior parte delle informazioni che trovi sul web sono scritte da persone che non sanno di cosa stanno parlando.

Escludendo le pubblicazioni di siti istituzionali, blog autorevoli e testate giornalistiche riconosciute, tutto il resto proviene da:

a) blogger che trattano temi che conoscono solo superficialmente ma piacciono al pubblico e sono in vetta ai Google Trends.

b) ghost writer, ovvero persone che dietro (miserrimo) compenso scrivono articoli commissionati dagli editori o dai gestori di un blog su qualsiasi argomento.

Perché un grandissimo (molto più di quanto immagini) numero di siti fa ricorso ai ghost writer?

Alcuni siti di medie dimensioni affidano la scrittura degli articoli a fonti esterne semplicemente perché è il sistema più economico per riempire di contenuti i loro blog.

Poi c’è chi si mette in mente di aprire un blog perché ha sentito dire in giro che molti blogger fanno un sacco di soldi, ma non vuole scrivere o non sa farlo e così paga (molto poco) qualcuno che scriva al posto suo.

Infine ci sono gruppi editoriali molto grandi che affidano la redazione dei testi ai propri utenti. Alcuni lo fanno con metodo, contando su autori preparati che scrivono esclusivamente dei temi di loro competenza. Altri commissionano gli articoli a chiunque sia in grado di mettere due parole in fila e creare un testo grazie a una ricerca su google. In questo caso visualizzando la lista degli articoli pubblicati da un certo autore potrebbe apparirvi un elenco tipo questo:

come informarsi: 020Non voglio essere prevenuta… magari l’autore in questione ha interessi estremamente vari e competenze tecniche straordinarie che gli permettono di parlare con cognizione di causa di qualsiasi argomento, ma personalmente se dovessi informarmi sull’approccio sistemico-relazionale non mi rivolgerei alla stessa persona che mi ha appena spiegato come aprire i pori con il vapore.

Alcuni ghost writer sono dilettanti allo sbaraglio. Altri sono autori eccellenti che sanno scrivere profili aziendali, recensioni musicali, notizie di gossip, testi tecnici e approfondimenti scientifici risultando ugualmente credibili.

Ma diciamocelo, se vuoi sapere come si tratta il reflusso esofageo con la chirurigia laparoscopica, preferisci che a spiegartelo sia un medico o un ghost writer? Se progetti di visitare Ulan Bator, non vorresti che l’autore della guida ci sia stato almeno una volta? E se vuoi sapere come creare un cuscino patchwork a forma di cuore, non preferiresti che a darti istruzioni sia qualcuno che lo ha fatto davvero?

Se vuoi cominciare ad usare davvero bene le incredibili possibilità che il web ti offre, per prima cosa devi imparare a distinguere tra i contenuti utili e quelli che non lo sono.

Come informarsi nell’era della disinformazione

Non è detto che soltanto i professionisti di un certo settore possano creare contenuti completi e funzionali al tuo scopo. Ma chi scrive articoli su commissione si trova difronte un limite importante: la mancanza di tempo. Se vengo pagato 2 euro per scrivere un articolo non posso pensare di dedicare più di mezz’ora alle ricerche necessarie, ma in questo modo non potrò neppure pensare di creare un contenuto che sia utile per qualche lettore.

Quindi ecco qualche regola da seguire per imparare a informarsi meglio sul web:

1) Evita gli articoli di cui non è menzionato l’autore. E’ probabile che si tratti di un testo scritto su commissione.

2) Se l’autore è menzionato, verifica il suo profilo. Potrebbe essere un grande esperto del settore, o semplicemente un appassionato in grado di fornirti lo stesso informazioni interessanti. Ma se la lista delle sue pubblicazioni include dettagliati manuali di content marketing, diritto tributario e medicina ayuervedica, probabilmente non sarà realmente competente in nessuno dei tre campi.

4) Cerca sempre due volte. Paragonare le informazioni fornite da testi differenti è utile a comprendere quale delle fonti sia più affidabile.

5) Fai attenzione al linguaggio. Un refuso non è grave, capita a tutti anche se prima o poi andrebbe scoperto e corretto. Ma se ti trovi davanti a testi di questo tipo:

testo su commissione

l’unica cosa che devi fare è chiudere la finestra del browser e passare oltre. Questo non è solo un testo scritto su commissione da un autore che mostra scarsa padronanza della lingua italiana. È un articolo retribuito in base al numero di caratteri utilizzati, quindi infarcito di giri di parole e informazioni inutili con l’unico scopo di aumentare la lunghezza del pezzo.

Esempi come questo sono tutt’altro che rari, e anzi sono in vetta ai risultati di Google per un grandissimo numero di chiavi di ricerca. Ti è mai capitato di leggere articoli simili? Se vuoi raccontarci le tue esperienze con la disinformazione sul web scrivici nei commenti!