Come smettere di lamentarsi e vivere felici: raccogli la sfida di Will Bowen e scopri perché una vita senza lamentele è una vita migliore

Come smettere di lamentarsi

Io non mi lamento. E tu?

Qualche giorno fa una cliente mi ha gentilmente offerto mezz’ora di monologo incentrato sul tema della sua vita che sta andando a rotoli. Tutta colpa di questo mondo che fa schifo, dove niente funziona e le persone non sono come dovrebbero. Almeno credo che abbia detto più o meno così, ho smesso di ascoltarla dopo pochi secondi, e ho dovuto farlo per non violare la sacra regola che impedisce di mandare i clienti a quel paese.

Non posso farci niente, quando incontro qualcuno che ha fatto della lamentela cronica il proprio stile di vita mi incavolo. Non si tratta di una considerazione etica, comportarsi in questo modo è completamente sbagliato dal punto di vista funzionale, e avere ogni giorno la conferma di quante persone amino far pace con i sensi di colpa indugiando nel vittimismo e nel pessimismo mi fa arrabbiare.

Io non mi lamento. E non perché la mia vita sia una passeggiata di salute, ma perché ho imparato da tempo a non preoccuparmi di tutto quello che non posso controllare. Non mi lamento perché so che il punto in cui mi trovo è il risultato delle mie scelte e delle mie azioni, di quelle che ho compiuto e di quelle che ho evitato.

E ti assicuro che è un punto di vista che rende più facili anche le cose molto complicate, provare per credere.

Sfoghi, critiche e mugugni

Se hai vissuto un’esperienza traumatica o dolorosa, se hai subito  un’ingiustizia o hai affrontato una perdita, avrai sicuramente sentito il bisogno di sfogarti e condividere le tue emozioni con chi ti sta vicino. Quando questa necessità si protrae troppo a lungo, condita da considerazioni come “non me ne va bene una“, “il mondo fa schifo” o “la vita è ingiusta“, allora quello che inizialmente era uno sfogo diventa una lamentela.

Ciò che distingue le lamentele fini a se stesse dalle critiche costruttive è la mancanza di una proposta alternativa: è vero che la coscienza critica è alla base di ogni cambiamento, ma la mania di lamentarsi di tutto senza offrire una soluzione non ha niente a che fare con questo.


smetti di lamentarti


 

Sono nata e cresciuta in una città dove la lamentela non è soltanto una malattia cronica a cui neppure le nuove generazioni sono immuni, ma un segno distintivo del carattere e dell’identità regionale: è un diritto acquisito le cui origini risalgono al tempo in cui i marinai barattavano parte del salario per il “diritto di mugugno”, ottenendo in cambio di un stipendio più basso la possibilità di lavorare brontolando.

Nessuno qui si chiede come smettere di lamentarsi, semplicemente perché a nessuno interessa farlo.
Eppure basterebbe porsi una semplice domanda per comprendere quanto questo atteggiamento sia inutile e dannoso:

A cosa serve lamentarsi?

Forse a trovare compagni solidali pronti a cimentarsi nell’arte del lamento di gruppo. Ma è questo il tipo di relazioni sociali a cui aspiri?

Le conseguenze negative di questo atteggiamento viceversa si possono individuare con estrema facilità.

  • chi si concentra sugli eventi sfavorevoli e sulle ingiustizie vive in un perenne stato di rabbia e frustrazione.

Concentrarsi sugli aspetti negativi genera un sentimento di impotenza nei confronti del presente e di costante preoccupazione verso il futuro: le occasioni, anche quando si presentano, non vengono percepite come tali ma come un pericolo.

  • chi sceglie di assumere il ruolo di vittima scarica altrove il peso delle proprie responsabilità

Una persona che si lamenta è spesso una persona insoddisfatta che non fa nulla per cambiare la propria condizione. Non possiamo controllare direttamente ogni aspetto della nostra vita, ma il nostro ruolo è fondamentale e non dobbiamo mai dimenticare che sono le scelte che facciamo a determinare il nostro percorso.

  • chi vive nel pessimismo non troverà mai una soluzione

E neppure la cercherà. Perché qualsiasi tipo di impresa è destinata a fallire, qualsiasi obiettivo sarà irraggiungibile, ogni cambiamento sarà in peggio e ogni tipo di innovazione si dimostrerà inutile. Se tutto andrà male comunque, perché sprecare tempo ed energie a cercare di migliorare le cose?

La mania di lamentarsi è il peggior nemico della crescita personale, professionale e di qualsiasi tipo di miglioramento… e se anche non credi di aver bisogno di cambiare qualcosa, vivere aspettando la prossima disgrazia di cui lamentarsi non mi sembra il massimo a cui puoi aspirare. Quindi non hai scelta, se anche tu hai fatto della lamentela uno stile di vita, è arrivato il momento di smettere ;-).

Come smettere di lamentarsi e vivere felici

Nel 1960 il medico americano Maxwell Maltz ha pubblicato Psicocibernetica, uno dei testi che più ha influito sullo sviluppo della letteratura self help e ha fornito le basi per gran parte delle odierne tecniche motivazionali: secondo Maltz sono necessari di 21 giorni per consolidare una nuova abitudine, e anche se numerosi studi scientifici hanno confutato la validità di questa teoria, la convenzione dei 21 giorni ha mantenuto un forte valore simbolico nelle pratiche di crescita personale.

Come smettere di lamentarsi e migliorarsi la vitaSe ancora non ti ho convinto e pensi che tutto sommato il mugugno sia innocuo, ti consiglio la lettura di A complaint free world (Come smettere di lamentarsi e migliorarsi la vita). Secondo l’autore, Will Bowen, 21 giorni sono il tempo necessario per imparare a smettere di lamentarsi e cominciare a vivere meglio.

Non ho mai letto un libro di crescita personale pensando che potesse davvero cambiarmi la vita e questo non fa eccezione, tuttavia se è vero che A complaint free world non rivela il segreto della felicità è comunque un testo ricco di spunti di riflessione.

Bowen analizza i meccanismi inconsci che radicalizzano l’abitudine di lamentarsi e le conseguenze negative di questa routine, ma soprattutto offre una soluzione pratica a chi vuole scoprire come smettere di lamentarsi, fondata su un percorso a tappe il cui scopo finale è trascorrere 21 giorni consecutivi senza lamentele.

Ti sembra facile? Per scoprire se hai ragione puoi unirti a Oprah Winfrey e agli altri 10 milioni di lettori che fino ad oggi hanno partecipato alla sfida, impiegando dai 3 ai 7 mesi per raggiungere l’obiettivo.

Non lamentarti, agisci