In questo articolo ti sveliamo 3 tools e qualche trucco per cominciare da subito a guadagnare con i naming contest: più facile a farsi che a dirsi!

Naming contest

Abbiamo già parlato su Webballs delle piattaforme crowdsourcing e del loro funzionamento: se pensi che sia un argomento che non ti riguarda perché non sei un creativo freelance e non pensi di diventarlo ti sbagli:

le piattaforme crowdsourcing rappresentano per chiunque una concreta possibilità di guadagno (sempre che non commetti l’errore di pensare che il guadagno possa prescidere dal lavoro!).

Non ci credete?
Ho scoperto i naming contest per caso (come gran parte di quello che scopro, succede a chi alla curiosità abbina una naturale tendenza alla divagazione), e altrettanto per caso ho deciso di prendervi parte. Mi sembrava abbastanza semplice e rapido da valere un tentativo

Si è trattato di un’esperienza breve quanto fruttuosa, che ho dovuto abbandonare perché mal si conciliava con i miei tempi lavorativi, ma i risultati sono stati più rosei di ogni aspettativa… insomma, ti assicuro che guadagnare con i naming contest è più facile di quanto pensi.

Sempre che ti applichi, e che il tuo approccio non sia lo stesso del giocatore che lancia i dadi sperando di fare 12.

Questo non significa che dovrai dedicare tutto il tuo tempo libero ai naming contest nella speranza di guadagnare qualcosa, ma che dovrai impiegarlo nel modo giusto.

Se non sei un copywriter e pensi di vincere un contest semplicemente inviando proposte a caso allora tanto vale che fai un salto dal tabacchino a comprare un gratta e vinci. Anche la creatività ha bisogno di metodo.

Quindi continua a leggere.

3 Tools indispensabili per guadagnare con i Naming Contest

La creatività è sicuramente una dote innata, ma anche le doti naturali vanno affinate con lo studio, e la rete non è certo avara di soluzioni se abbiamo bisogno di colmare le nostre lacune. Gli strumenti a nostra disposizione se non siamo dei creativi e vogliamo provare a diventarlo sono moltissimi, e in particolare 3 sono quelli che vi faranno risparmiare tempo e brutte figure se programmate di partecipare ad un contest:

1. Wordoid

Naming Contest: WordoidE’ uno strumento fantastico per la generazione casuale dei nomi. E’ nato con lo scopo di suggerire nuove idee per la ricerca di domini liberi, ma non è meno efficace per la realizzazione di qualsiasi progetto di naming. E’ il tool di cui non puoi fare a meno quando la tua vena creativa sembra prosciugata o il tempo a tua disposizione scarseggia.

Non devi fare altro che inserire una desinenza, un suffisso o un termine che vuoi includere nel tuo nome e Wordoid genererà una lista di nomi casuali verificando la disponibilità dei domini ad esso associati.
Io lo uso quando il committente fornisce chiare indicazioni sulle proprie preferenze (vorrei che il nome contenesse il termine “tech”), o quando trovo un suono che mi piace e vorrei costruirci qualcosa intorno.

E’ sicuramente più rapido che fare ricorso all’immaginazione, per quanto meno poetico, e offre un numero di soluzioni molto più ampio.

Inoltre, sebbene i risultati siano generalmente termini “nonsense”, Wordoid offre la possibilità di scegliere il livello di assonanza con 5 diverse lingue: Inglese, Francese, Italiano, Tedesco e Spagnolo.
Cerchi il nome per una nuova app? Forse l’Inglese sarà la lingua più adatta. Partecipi a un contest che riguarda la creazione di una nuova linea di profumi? Prova con l’Italiano e il Francese.

2. Aruba

Naming Contest: ArubaPersonalmente uso Aruba per abitudine, ma va bene qualsiasi altro servizio hosting. Scegli quello che più ti piace, ma non dimenticare mai di verificare la disponibilità di un dominio nelle sue varie estensioni prima di inviare una proposta, soprattutto se il cliente ha specificato nel brief di averne bisogno. Ok, magari sei un dilettante, ma è meglio che il committente non se ne accorga!

3. UIBM

Spesso viene richiesta la possibilità di registrare il nome presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Ill cliente si aspetta che sia tu ad effettuare questa verifica, quindi assicurati di farlo, basta seguire questo link.

Ti garantisco che continuare a ripetere la richiesta di non inviare proposte associate a nomi già registrati può essere abbastanza irritante per il committente, oltre che costituire una chiara prova della tua scarsa professionalità.

Certo, se tirerai fuori dal cilindro il nome in grado di sbaragliare la concorrenza probabilmente non verrai penalizzato perché le altre proposte mancavano di qualità, ma perché rischiare?

Se scopri che un marchio è già stato registrato, non dimenticare di verificarne la classe di registrazione. Se esiste già il prosciutto giustogusto non potrai chiamare allo stesso modo un salame, ma nessuno ti vieterà di dare quel nome a una linea di jeans, se proprio ti va.

In tal caso segnala nella descrizione della tua proposta che il marchio è già registrato in categoria “non affine”. Se hai bisogno di un marchio internazionale, ripeti la ricerca presso i corrispondenti Uffici Statunitense ed Europeo.

Esistono altri strumenti che possono aiutarti quando sei a corto di idee, come i Domain Generator Tools elencati in questo articolo di Mashable. E’ una buona idea utilizzarli tutti se ne hai il tempo, ma nessuno di questi ti sarà utile quando Wordoid.


Capito tutto? In caso contrario non preoccuparti, la pratica sarà più semplice della teoria.
Ora giustamente ti chiederai: ma dove li trovo ‘sti naming contest?

La piattaforma Italiana per guadagnare con i Naming Contest

Naming Contest: Best CreativtyDi alcune piattaforme abbiamo già parlato qui. Si trattava però di piattaforme legate a progetti di tipo grafico. Il sito Namingforce è la più grande piattaforma dedicata al naming, ma ahimè ha un inconveniente: per motivi fiscali la partecipazione ai progetti è riservata ai residenti negli Stati Uniti. Se questo non è il tuo caso, allora corri ad iscrivertiBest Creativity.

Una volta iscritto avrai accesso alla pagina dei contest e potrai ottenere le informazioni sui singoli progetti.

I premi per i vincitori variano a seconda del budget scelto dal committente, che per quanto concerne il naming parte da un minimo di 100 euro. Non è raro che le aziende stanzino budget di 400 euro per un singolo progetto: si tratta di una cifra di gran lunga inferiore a quella che verrebbe pagata affidando il lavoro ad un copywriter professionista, ma offre lo stesso la possibilità di ottenere un risultato più che soddisfacente.

Certamente molti dei partecipanti sono dilettanti allo sbaraglio, ma non tutti i copy freelance sono così sommersi dalle richieste dei clienti da disdegnare l’opportunità di arrotondare le entrate partecipando saltuariamente ai naming contest.

Tutto chiaro?
Allora non vi resta che partecipare! E se avete domande o dubbi, scrivetemi lasciate un commento!